Mi avrai sentito spesso dire che ogni cane dovrebbe fare il proprio lavoro o, detta in modo più tecnico, deve poter esprimere le proprie motivazioni di razza.

Ma… cosa sono queste “motivazioni”?

Sono qualcosa che noi addetti ai lavori diamo per scontato, che fanno parte della vecchia saggezza popolare ma che il grande pubblico non conosce affatto e, questo, me lo avete recentemente insegnato voi.

Quindi: provvediamo subito (o quasi, è l’ennesimo articolo lunghissimo 😋)

Tutto ebbe inizio nei primi anni del 2000 quando, in un’ordinanza, il ministro Sirchia dispose una lista delle razze pericolose.
La reazione del mondo cinofilo fu subito contraria e per contrastare questa lista assurda (che peraltro nella sua prima stesura comprendeva praticamente tutte le razze di taglia grande e gigante, terranova compresi tanto per intenderci) qualcuno diffuse l’idea che i cani sono tutti uguali, che nessun cane è cattivo e che tutto dipende SOLO da come un cane è cresciuto.

Dalla padella alla brace!
Come spesso accade, per risolvere un problema… ne abbiamo creato uno nuovo.
L’idea che i cani siano tutti uguali è uno dei peggiori mali cinofili dei nostri tempi.

Lo si vede benissimo nella cultura generale, nel volontariato e nell’educazione cinofila più leggera:
tutti i cani hanno bisogno delle stesse cose, dello stesso stile di vita, dello stesso contesto in cui abitare.
Tutti devono essere obbedienti, socievoli, buonissimi e quando un cane osa fare un solo “bau”, ecco allora che il proprietario è un incompetente. Poco importa se quello era un dobermann che ha dato un segnale di avvertimento ad una losca figura.

Hai notato che ho scritto dobermann e non cane in generale?
Lo sai perché ho scelto proprio quel cane?
Lo sai che se, invece che un dobi, fosse stato un cavalier… sarebbe stato tutto diverso?

Il dobermann è un cane da protezione personale, proteggere è una delle sue principali motivazioni.

Ed ecco che tornano queste motivazioni, ma allora che cos’è questa motivazione?

È l’insieme delle forze e dei fattori interni che inducono un individuo a compiere o a tendere verso una determinata azione.
Detta in modo semplice: sono le ragioni che ti spingono a fare ciò che fai e ad essere ciò che sei.

Le motivazioni sono divise in più livelli, parlando del cane ne possiamo individuare 3.
È un animale: motivazione a sopravvivere e riprodursi (liv 1)

È un cane: motivazioni sociali, collaborative, di cura, di caccia, di protezione, ecc. (liv 2)

È un individuo: motivazioni legate alla propria personalità (liv 3)

Oggi al mondo abbiamo due tipi di cani: i cani-cani e i cani selezionati.
I cani-cani sono animali che rispondono alle forze della natura, non necessariamente domestici e che per ora lasciamo da parte.
I cani selezionati sono quelli che si sono evoluti sotto la pressione dell’uomo.

Fin dai tempi antichi la nostra specie, osservando le caratteristiche utili di questi animali, cominciò a selezionarli cominciando prima di tutto dalla docilità nei nostri confronti, per poi indirizzarli verso un determinato “mestiere”.

All’alba dei tempi la selezione era molto blanda, i cani leggeri e veloci facevano da caccia, quelli grossi e pesanti facevano da guardia, quelli intermedi si occupavano del bestiame e i cuccioli facevano da compagnia ai bambini.

Nel corso dei millenni l’uomo volle accanto a se cani sempre più specializzati, poiché un pastore non voleva un cane che cacciasse gli agnelli, un cacciatore non era interessato a un cane che mollava la pista perché doveva andare ad abbaiare a un intruso, e le donne, non solo i bambini, gradivano molto la compagnia degli animali più docili.

Ferma tutto!

Nella riga sopra ti ho scritto che l’uomo voleva un cane da pastore che pensasse alle pecore e non a cacciare, quindi: si protezione, no caccia… eppure sono entrambe motivazione di specie (ricordi il livello 2?).

Immagina di essere un DJ: davanti a te un grande mixer con tante linee, ogni linea è uno strumento e di quello strumento tu puoi alzare o abbassare il volume a piacimento.
Alzare o abbassare il volume è la selezione.
Gli strumenti sono le motivazioni.

Prendendo l’esempio del nostro cane da pastore, se ne abbassi la motivazione a cacciare e ne alzi quella a proteggere vuol dire che se il cane vede una lepre correre a fianco del suo gregge non la inseguirà, ma se vedrà qualcuno avvicinarsi alle sue pecore si predisporrà alla difesa.

Ovviamente le motivazioni non si riducono a caccia o protezione, ma abbiamo anche quelle collaborative, esplorative, cinestesiche, sociali, possessive e un sacco di altre.

L’alzare o abbassare i volumi di una piuttosto che dell’altra motivazione ha portato alla creazione delle razze, e queste sono state create per rendere i cani degli strumenti perfetti per un attività piuttosto che per un’altra, come un martello o un cacciavite.
Con la differenza che martello e cacciavite hanno un sentimento neutro rispetto a quello che fanno, mentre il cane prova piacere a fare ciò per cui sono stati creati.

Per cui un cane con un alto predatorio si diverte a cacciare, un cane con un alto cinestesico si diverte a correre e così via.

Ora c’è un’ultima cosa che devi sapere: le motivazioni sono spesso in contrapposizione tra loro.
Per cui un cane che ha un “volume alto” sull’esplorare (via da te) non sarà un cane che ti starà vicino in passeggiata (vicino a te) come nel caso di un segugio.
Al contrario un cane con un alto “vicino a te” avrà un basso “via da te”: ad esempio un bulldog.
Un cane con un alto cinestesico (alto livello di attività fisica), avrà un basso livello di sedentarietà, ad esempio un husky; un cane con un alto grado di collaboratività avrà un basso grado di indipendenza, ad esempio un retriever.
Al contrario… un cane molto indipendente sarà poco collaborativo (vedi ubbidiente) e così via.

Ora cominci a capire il giochino?

Come sceglierai il cane adatto a te?

Non puoi prendere un beagle pensando di portarlo in giro al piede, un vizla per tenerlo sul divano, un retriever per fargli fare la guardia, un cane da compagnia per lasciarlo solo 10 ore, un amstaff per farlo vivere fuori..

E come si fa a conoscere queste motivazioni?
Informandosi sulle origini della razza, sugli scopi per cui è stata creata, devi capire che tipo di strumento è… e vedere se è quello che davvero vuoi, perché se decidi di comprare un martello perché ti faccia da cacciavite, sarete entrambi infelici per tutta la vita… anche se il martello a un bellissimo pelo! 

Non voglio poi sentire chi sostiene “Ah ma il cane si deve poi adeguare”
No!
Il cane non deve niente, siamo noi che lo abbiamo voluto.

Una motivazione non è solo una spinta, è una dote, una necessità che il cane ha bisogno di esprimere per essere sano e felice.

In caso contrario si ammalerà moralmente o fisicamente. Nel migliore dei casi comincerà a presentare problemi comportamentali, nel peggiore si riempirà di dermatiti, intolleranze o tumori.

Drastica? No, realista.

E se invece hai un meticcio?
In un incrocio le motivazioni sono più equilibrate rispondono maggiormente a madre natura e al carattere del singolo individuo, ma c’è un però… più il cane è meticcio di meticci più perdi una caratteristica che noi oggi diamo per scontata, così scontata che ci siamo dimenticati che non è “naturale”.
Ti ricordi qual è la prima cosa per cui abbiamo selezionato i cani?
La prima in assoluto?
No, non è la caccia e nemmeno la guardia. È la docilità!

La docilità non è l’essere buoni, è la dote di assoggettarsi all’uomo.
Il che non vuol dire che un meticcio non può essere un buon cane da compagnia, ma che non è detto che lo sia.

Tieni ben presente questa cosa se stai pensando di adottare un randagio, perché per lui potrai essere un amico, mai un padrone, ciò che amerà fare non dipenderà dalle tue aspettative, ma da ciò che è lui, e la sua elasticità nei tuoi confronti sarà pari a quella che avrei tu nei suoi.

Vuoi un cane obbediente? Scegli una razza collaborativa.
Vuoi un cane che viva fuori? Scegli una razza indipendente (e prendi almeno 2 cani.. tassativo!!)
Vuoi un cane appiccicoso? Prendi un bull
Non vuoi nulla, se non un amico a 4 zampe che ti sconvolga la vita? Allora il cane adatto a te è un meticcio!

L’importante è che tu non prenda un martello per fargli fare il cacciavite 😉